Sfortunatamente, sembra che alcuni colleghi in seno all'UE non condividano la Sua percezione del pericolo. La commissione dell'UE sta pianificando delle misure che non possono che aggravare le tendenze anti-competitive dell'industria del software, a solo vantaggio di pochissime grandi compagnie americane.
Il 24 giugno deve essere presentata, all Conferenza sulla Proprietà Intellettuale di Parigi, una proposta legislativa che tende ad introdurre anche in Europa un sistema di "brevetti sul software" all'americana.
Per comprendere questo pericolo, dobbiamo innanzitutto capire perchè l'industria del software è stata afflitta per decenni da comportamenti gravemente anti-competitivi. A nostro parere, ciò è dovuto al suo pesante uso di misure di protezione che, a differenza che nelle industrie manifatturiere ed editoriali tradizionali, vengono usate simultaneamente e cumulativamente:
Se ora vengono introdotti i brevetti sul software come ulteriore misura protettiva, ciò non può che aggravare la situazione di momopolio.
Negli ultimi mesi, Microsoft ed altre compagnie si sono assicurate i diritti di brevetto sugli standard Internet, ed in tal modo hanno portato il Consorzio per il World Wide Web W3C di Ginevra sull'orlo della disgregazione.
Finora, i Paesi dell'UE hanno sempre rifiutato la protezione del software mediante brevetto, nella misura in cui sia coinvolto un puro lavoro informatico e non parti di apparecchiature industriali. Ciò perchè, a differenza delle macchine, dei prodotti chimici e di quant'altro cade sotto la giurisdizione dei brevetti tradizionali, un programma per elaboratore non è un prodotto industriale, bensì la descrizione di idee ed istruzioni in un linguaggio astratto, non dissimile da una tesi scientifica. Solamente in un secondo stadio la pura opera informatica può essere trasformata in prodotto industriale compilandola in un codice oggetto opaco e rimuovendo così il suo potenziale di sviluppo.
La saggezza della scelta europea di non concedere brevetti per metodi di programmazione è stata dimostrata dalla crescente importanza, negli ultimi anni, del software open-source. Sistemi come GNU/Linux,FreeBSD etc sono nati e cresciuti in virtù della libera comunicazione degli esperti su Internet, mostrandosi, quanto a potenza di calcolo e stabilità, superiori a molti ben noti prodotti industriali. Un nuovo modo post-industriale di sviluppo del software ha dimostrato la sua maggiore produttività ed è entrato a far parte della vita pubblica.
Non c'è da stupirsi se negli ultimi anni alcuni grossi produttori americani di software hanno cominciato a preoccuparsi di questa ondata di produzione indipendente, in cui l'Europa occupa una quota intorno al 50%.
In uno studio confidenziale dell'ottobre 1998, uno stratega della Microsoft asserisce che la sua compagnia non è in grado di competere a livello qualitativo contro sistemi come Apache e Linux, dato che questi ultimi "vanno molto meglio" su Internet. Egli consiglia perciò la sua compagnia di utilizzare due ben sperimentate armi ereditate dal vecchio modo di produzione industriale:
I brevetti sul software sono oggetto di grandi discussioni anche negli USA. A differenza dei brevetti tradizionali, essi servono non già a far conoscere le innovazioni, ma a minacciare come una spada di Damocle i programmatori, per la cui professione l'innovazione è pratica quotidiana. Imprese come Adobe ed Oracle, che hanno svolto un lavoro da pionieri in questo campo, hanno espresso l'opinione che i brevetti sul software siano più dannosi che utili per l'innovazione. Soltanto pochi giganti del software con una strategia di piattaforma globale sono in grado di trarre profitto dalla situazione di incertezza giuridica causata dai brevetti sul software.
Un rafforzamento di tali strategie di piattaforma da parte dei legislatori europei assoggetterebbe le migliaia di piccole imprese innovative europee alla pressione dei giganti americani, stagnanti dal punto di vista tecnologico ma ben armati da quello legale, e distruggerebbe in poco tempo ben più di ciò che un commissario europeo di controllo sulla concorrenza possa sperare di realizzare in anni di lavoro coscienzioso.
Vista l'urgenza della materia, Le saremmo grati di una risposta sollecita. Vorremmo in particolare sapere quali siano precisamente i piani dell'UE, chi possiamo contattare al riguardo e chi potrebbeessere nostro interlocutore, per esempio riguardo al http://kwiki.ffii.de/KongressIt del 13 giugno a Colonia.
Questa conferenza tratterà pure di altre due minacce per la competitività europea:
In ambo i casi, rappresentanti di funzioni più o meno pubbliche stanno promuovendo un sistema monopolistico che riguarda l'intera Europa.
Tali iniziative monopolistiche regionali sono comunque un'inezia in confronto alla devastazione che può arrecare un sistema pan-europeo di brevetti sul software.
Le auguriamo una buona salute ed una buona ispirazione per fronteggiare la grande sfida che l'attende nel Suo lavoro.
P.S. Per maggiori detagli sull'argomento, raccomandiamo di consultare i seguenti siti: